Nodi_Marco Ceraglia all’Isola delle storie

2 Lug 2026

Nell’ambito del festival letterario

L’ISOLA delle STORIE

presenta

NODI

un progetto di Marco Ceraglia

2-5 luglio 2026

inaugurazione: giovedì 2 luglio

shooting aperto al pubblico: sabato 4 luglio

Il MAN di Nuoro partecipa a L’Isola delle Storie con un nuovo progetto espositivo che prosegue, extra muros, la ricerca condotta dal museo sui temi dell’appartenenza e della comunità. 

L’opera del fotografo e artista Marco Ceraglia, dedicata ai paesi più piccoli della Sardegna e al tema cruciale dello spopolamento, si presenta qui in chiave poetica. Ecco allora una immagine monumentale che ritrae tutti gli abitanti di Banari, nel Meilogu, messi in posa nella grande piazza del paese. Un paese intero si stringe nello scatto e diventa simbolo di unità. Ad esso si affianca una selezione di volti intensi di abitanti immortalati davanti a questa stessa foto collettiva e alla loro presenza vivida nella cittadinanza che essa rappresenta. Si tratta di uno spunto importante di riflessione sul tema della prossimità relazionale, ma anche della resilienza, dell’identità e del legame con il proprio territorio di origine. 

Il titolo della mostra “NODI” allude idealmente a ciò che ci connette e allaccia profondamente agli altri, all’interno di uno stesso gruppo sociale, di una stessa storia, di uno stesso luogo. Ma il “nodo” è anche quello – come insegnano Maria Lai e Jorge Eielson – che ci lega alla terra ed è frutto delle nostre mani che intrecciano vincoli, promesse, appigli, suture con ciò che amano e rispettano. Per questo motivo, il giorno sabato 4 luglio, Marco Ceraglia realizzerà per il pubblico del Festival uno shooting fotografico, offrendo una scotta a due o più persone che vorranno interagire, usando il nodo quale emblema del loro rapporto. Una lunga cima di canapa, allegoria di navigazione, di viaggio, di ormeggio e di resistenza, riassume la storia della ricerca artistica di Ceraglia sul tema dello spopolamento, offrendo ai visitatori la possibilità di un atto performativo con il quale aderire creativamente a sostegno delle tante piccole comunità che lo stanno combattendo. 

Sul set fotografico, la cima potrà essere tesa, scavalcata, sollevata, annodata, condivisa con un’altra persona, ci si potrà simbolicamente camminare sopra; ogni singolo gesto verrà ripreso con un ritratto fotografico per essere condiviso e proiettato a fine serata. Sarà una sorta di azione partecipata davanti al suo obiettivo; così da coinvolgere il pubblico in una vera e propria performance dal valore fortemente simbolico.