Dalla Madre che cuce di Sironi a un grande arazzo di Enrico Baj, dalla Tela cucita di Maria Lai alle sedute di design di Martí Guixé.
Dopo l’affondo importante sul nucleo di opere di Francesca Devoto custodite del MAN, il terzo appuntamento del ciclo Appartenenze all’Isola di MAN, presenta una selezione di lavori della collezione permanente uniti fra loro dal tema del tessere e del cucire, inteso come linguaggio espressivo, come gesto delle mani, ma anche come sperimentazione tecnica e linguaggio tradizionale consegnato al contemporaneo.
Il percorso spazia da un capolavoro come La madre che cuce di Mario Sironi del 1905-1906, opera del suo periodo divisionista, alla prima tela cucita di Maria Lai del 1975. I cicli delle «tele cucite» e dei «telai» rappresentano una parte fondamentale nella ricerca dell’artista di Ulassai. La tradizione sarda della tessitura è un veicolo – oltre che un linguaggio – grazie al quale Maria Lai affrontò temi complessi, quali le relazioni umane, la fratellanza, la condivisione, il tempo comune, la sacralità del quotidiano, i ritmi dell’uomo e la sua necessità antropologica di legarsi agli altri, in uno spazio partecipato e vitale. «Essere è tessere» era infatti uno dei suoi motti ricorrenti.
A tale opera, sono accostante due grandi Geografie, del 1986 e del 1994, e due “libri cuciti”, del 1987 e del 1999, quest’ultimo a sua volta connesso al tema delle Geografie stesse. A dialogare con Lai toccherà inoltre all’amico e collega Jorge Eielson presente lungo il percorso con l’opera Amazzonia, una tela annodata secondo il linguaggio dei nodi e dei quipu della cultura Inca, che l’autore peruviano attivo in Sardegna realizzò nel suo atelier ogliastrino, negli anni del sodalizio con Maria.
Frutto di una importante donazione recente, siglata dall’Archivio Enrico Baj, il grande arazzo del maestro milanese viene presentato oggi per la prima volta al pubblico dopo la realizzazione, avvenuta nel 1987 in occasione della mostra Taccas, nuovi tappeti sardi, promossa dall’ISRE, con la presentazione di Giovanni Lilliu.
L’opera Omaggio a Muybridge, in lana, realizzata dalle sorelle Brai di Zeddiani, mostra un motivo ispirato alle celeberrime fotografie sperimentali del fotografo britannico, pioniere della fotografia in movimento. Una nuova acquisizione che arricchisce la raccolta stabile del MAN grazie alla presenza di un maestro del Novecento italiano.
Al centro della sala, spiccano infine le sedute MANica next seat dell’artista e designer di Barcellona Martì Guixé che, riprendendo tessuti e motivi della tradizione sarda, progetta arredi dove la memoria sposa la sperimentazione.

