Paolo Cavinato. Hall of Mirrors

Progetto site-specific per l’artista mantovano, classe 1975, autore di spazi prospettici che trascinano in profondità lo sguardo dello spettatore, creando effetti di illusione e perturbamento. Il percorso ruota intorno a una […]
Paolo Cavinato. Hall of Mirrors

Progetto site-specific per l’artista mantovano, classe 1975, autore di spazi prospettici che trascinano in profondità lo sguardo dello spettatore, creando effetti di illusione e perturbamento.

Il percorso ruota intorno a una installazione abitabile dal titolo Attraverso, che invita il pubblico a percorrere una galleria fatta di specchi ed effetti visivi e percettivi. Qui, la materia non è cio che appare ai nostri occhi, nella dilatazione dello spazio psico-fisico. L’attraversamento presenta infatti falle e varchi, mutamenti e possibilità. Lo spazio si dilata e i punti di riferimento su cui poggia lo sguardo vacillano in una dimensione di incertezza.

L’omaggio al mistero delle rifrazioni del pozzo sacro di Santa Cristina tradisce una riflessione sul tempo, sul processo, sulla visione, ma anche sul rapporto fra corpo e architettura, corpo e spazio, corpo e vuoto. Lo spazio razionale, prospettico, che inquadra la stanza, è un “non-luogo” domestico, una stanza abitata, rappresentazione simbolica della condizione umana. L’elemento organico, naturale, si pone però fuori dal nostro controllo, segue il suo corso, i suoi flussi, e non è governabile da parte della nostra volontà.

Le due situazioni si fondono in una esperienza che lambisce la nostra coscienza e, insieme, la destabilizza. Lo specchio – erede di una lunga letteratura che in secoli di storia dell’arte, da Tiziano a Pistoletto, ha svelato la realtà e il suo doppio – mina ora la centralità del corpo umano cancellandone la presenza in un gioco di dissolvenze ed epifanie.

In Attraverso, quando l’immagine svanisce, la via si mostra e oltrepassa il vuoto, come sulla superficie del pianeta Solaris, di Lem/Tarkowskij, dove si manifesta una vita esterna ai personaggi, con una sua coscienza, una sua essenza. E essa stessa essere vivente, vita. E il pubblico sperimenta, al suo cospetto, un’esperienza totalizzante che mette alla prova i limiti del sensibile.

La mostra si completa con un percorso punteggiato di opere precedenti: come Drops, concepita già nel 2000 e dedicata alla goccia come battito che scandisce il tempo dell’esistenza; e opere più recenti, che ruotano attorno all’installazione site-specific. La serie Inner Spaces, realizzata con fili sottili dipinti, tra spazi vuoti, come particelle quantistiche, tocca la nostra realtà più attuale. Tutto sembra ben calibrato, regolato e misurato, come una struttura abitabile, ma nulla si regge per sempre, tutto è caduco, effimero, evanescente.

In questo spazio prospettico, mentale, matematico, campo di ragionamento e collettore delle energie invisibili del cosmo, Cavinato dipinge la luce, la proietta e la scompone in un affondo che cattura energia e presagi.

 

A cura di Chiara Gatti, coordinamento di Rita Moro.

Con la partecipazione di Stefano Trevisi.

Un ringraziamento particolare a Galleria The Flat – Massimo Carasi.

Paolo Cavinato. Hall of Mirrors