Luigi Mazzarelli. Il Libro Bianco

A 20 anni dalla morte dell’artista e a più di 40 anni dall’ultima esposizione in un’istituzione pubblica italiana, il MAN annuncia un doveroso omaggio a uno dei protagonisti della ricerca visiva […]
Luigi Mazzarelli. Il Libro Bianco

A 20 anni dalla morte dell’artista e a più di 40 anni dall’ultima esposizione in un’istituzione pubblica italiana, il MAN annuncia un doveroso omaggio a uno dei protagonisti della ricerca visiva isolana più radicali, affascinanti e complessi del secondo Novecento.

Nato a Cagliari nel 1940, pittore sofisticato e acuto teorico, Mazzarelli consegna il suo più importante lecito artistico alla redazione di tre volumi (+1) raccolti sotto il titolo Il Libro Bianco la cui stesura inizia alla fine degli anni Ottanta.

Dopo il 1993 – anno della scomparsa prematura della figlia Ada, a cui il libro è dedicato – Mazzarelli si impegnerà esclusivamente in questo inesausto progetto condotto, in quasi totale e sofferto isolamento, fino alla sua morte avvenuta nel 2006.

Interamente manoscritto, miniato e illustrato a mano, Il Libro Bianco è un’opera monumentale, titanica, ossessiva, come un emorragico flusso di coscienza, regolato tuttavia da un metodo e una precisione assoluti. Realizzato seguendo una rigorosa struttura formale e compositiva, contiene il suo percorso artistico, oltre che filosofico e teorico, distillato con il supporto di una intera redazione di suoi alter-ego, concentrati nello stilare assiomi e teoremi connessi alle ragioni stesse della composizione, alla libertà e alla necessità della creazione, ai principi primi, lo spazio e il tempo, e alle eterne dicotomie fra forma e vuoto.

Il Libro Bianco rappresenta il punto d’arrivo di un percorso artistico e di esistenza radicale, che ha attraversato le principali vicende, culturali e politiche, della seconda metà del secolo scorso.

Particolarmente significativi, i due eventi estremi che ne scandiscono le tappe, i due roghi d’artista avvenuti, il primo, nel 1970, durante il quale distrusse tutta la sua produzione realizzata fino a quella data; il secondo, nel 1996, quando, ancora una volta, sentì la necessità di tagliare drasticamente i ponti con il passato, dando alle fiamme centinaia di tele e migliaia di carte, e dando avvio a un nuovo e ultimo capitolo della sua ricerca sull’opera totale.

La mostra restituisce così per la prima volta la grande attualità della sua riflessione, fatta di raffinatezza intellettuale e sperimentazione emancipata, riportando in primo piano la statura di una figura straordinaria nel panorama dell’arte, non solo in Sardegna, ma italiana in genere.

 

A cura di Chiara Gatti, da un progetto di Elisabetta Masala.

Con un intervento di Alessandro Biggio, in qualità di visiting artist.

Coordinamento di Rita Moro

Un ringraziamento particolare a Giulia Mazzarelli.

 

Si ringraziano inoltre:

Montecristo Project per il testo “Luigi Mazzarelli. Una teoria del trauma”.

Centro Man Ray per il video “Al di qua e al di là della morte dell’arte”.

Luigi Mazzarelli. Il Libro Bianco