Isola MAN _ Francesca Devoto. La vita in una stanza

27 Mar 2026

Lo spazio ISOLA ospita un ciclo di mostre dedicate al patrimonio e alla ricca collezione del MAN. Oltre mille opere sono custodite nei depositi del museo. Opere di arte sarda che, dalla fine dell’Ottocento a oggi, documentano nomi, temi, percorsi, ricerche legate profondamente alla storia, alla cultura e alle radici stesse del territorio. 

Dal verismo di Antonio Ballero al divisionismo del primo Mario Sironi, dal ritorno all’ordine di Giovanni Ciusa Romagna al realismo borghese di Francesca Devoto, dall’astrattismo di Mauro Manca alle vite straordinarie di Salvatore Fancello, Costantino Nivola e Giovanni Pintori, dalla prorompente e toccante creatività di Maria Lai, fino alle riflessioni delle ultime generazioni. Un viaggio lungo un secolo che ora, in questo nuovo spazio del MAN, viene raccontato grazie ad affondi, focus e mostre dossier. Dipinti, sculture o disegni raramente visti, talora inediti, sono al centro di piccoli progetti di indagine e di allestimenti pensati per osservare da vicino il linguaggio dei maestri, oltre ad offrire al pubblico l’opportunità di rivedere immagini sedimentate nella memoria, specchio di una comunità e simbolo del suo spirito di appartenenza. 

Francesca Devoto. La vita in una stanza

Francesca Devoto (Nuoro, 1912-1989) è un’artista raffinata e coraggiosa. Un’artista controcorrente che si muove con disinvoltura in un contesto artistico, quello della Sardegna degli anni Trenta, non solo prettamente maschile, ma anche orientato su una ricerca di gusto folklorico che mal si adatta al suo temperamento.

Lontana dalla necessità di ribadire la propria identità attraverso un’arte tesa verso la tradizione sarda, guarda con curiosità ai cambiamenti della sua terra, volgendo lo sguardo verso spaccati di vita borghese.

Appartenente a un’agiata famiglia di Nuoro, Francesca Devoto compie gli studi artistici a Firenze sotto la guida di Nerina Simi (figlia del più noto Filadelfo) per poi tornare in Sardegna nel 1931. La pittura della Devoto, intimista e raffinata, predilige il tema – in parte autobiografico – dell’interno domestico. La Devoto si afferma alla VI Mostra Sindacale di Nuoro nel 1935, potendo poi esporre l’anno successivo in un’ampia personale alla Galleria Palladino di Cagliari. 

Focus

Tina nello studio di via Cavour viene realizzata nel 1936 quando l’artista ha 24 anni, in un periodo di intensa attività. L’opera, dall’atmosfera silenziosa e familiare, mostra la sorella Tina seduta su una poltrona posta al centro del suo studio. La donna indossa abiti alla moda ed è raffigurata mentre è assorta nella lettura di un libro. Il luogo in cui si svolge la scena è un interno moderno e rassicurante, uno spazio fisico che diventa riflesso di una dimensione interiore. Il punto di vista ampio consente di godere di tutti i dettagli, descritti con una sensibilità tonale e una luce diffusa che crea un delicato equilibrio fra figura e ambiente. Lo studio luminoso è ritratto con frequenza da Francesca Devoto, così come Tina appare in numerose sue opere. L’artista, infatti, torna spesso sugli stessi temi, concependo l’arte come un dialogo costante con i propri affetti, siano essi persone oppure oggetti. Nei suoi dipinti, raffigura la propria vita con sincera immediatezza – gli interni, i parenti, l’amata sorella – quasi a volerne custodire l’essenza, quale antidoto alla caducità del tempo. 

Grazie alla donazione degli Eredi Devoto, il MAN espone qui la ricostruzione dello studio dell’artista, con gli arredi, il cavalletto e il vaso in vetro color ambra, che ritornano nei suoi poetici dipinti.